Asili nido, più ore senza pagare di più: coinvolti 11 Comuni del Novarese
La Regione Piemonte finanzia l’ampliamento degli orari dei nidi comunali senza aumentare le rette per le famiglie. Nel Novarese sono coinvolti 11 Comuni, per un totale di oltre 141 mila euro.

Più ore di apertura degli asili nido, ma senza costi aggiuntivi per le famiglie.
È questo l’obiettivo della misura della Regione Piemonte, che ha stanziato 1,48 milioni di euro per ampliare i servizi per la prima infanzia nell’anno educativo 2026-2027. Le risorse arrivano dal Fondo Sociale Europeo e serviranno a rendere i nidi comunali più flessibili rispetto alle esigenze quotidiane dei genitori.
Nel Novarese sono coinvolti 11 Comuni, che riceveranno complessivamente 141.036 euro.
Cosa cambia per le famiglie
I Comuni potranno utilizzare i fondi per diverse forme di ampliamento del servizio: prolungare l’orario settimanale, prevedere aperture il sabato mattina oppure mantenere il servizio attivo durante alcune pause didattiche, come le vacanze natalizie.
La misura non impone quindi un unico modello: ogni amministrazione potrà organizzare l’estensione del servizio in base alle necessità del territorio.
Il punto centrale, però, resta uno: le famiglie non dovranno pagare una retta più alta per usufruire delle ore aggiuntive.
Gli 11 Comuni del Novarese
I contributi sono così distribuiti:
- Ghemme: 26.404 euro
- Comignago: 22.540 euro
- Invorio: 14.812 euro
- Trecate: 13.846 euro
- Bellinzago Novarese: 13.202 euro
- Borgomanero: 11.914 euro
- Romagnano Sesia: 11.753 euro
- Gattico-Veruno: 7.406 euro
- Grignasco: 6.601 euro
- Varallo Pombia: 6.440 euro
- Romentino: 6.118 euro
Il totale destinato alla provincia di Novara è quindi di 141.036 euro.
Più flessibilità per conciliare famiglia e lavoro
L’obiettivo dichiarato dalla Regione è rendere i servizi per l’infanzia maggiormente compatibili con gli orari di lavoro dei genitori e, più in generale, sostenere la conciliazione tra vita familiare e occupazione.
La misura è attiva da diversi anni e, secondo i dati regionali, dal 2021 ha già coinvolto centinaia di Comuni piemontesi e migliaia di bambini.
Per i centri più piccoli della provincia, il rafforzamento dei servizi per l’infanzia può rappresentare anche un elemento importante per rendere il territorio più attrattivo per le giovani famiglie.
