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Pedopornografia nel pc: 50enne chiede di evitare il processo

NOVARA — Un uomo di circa 50 anni, residente nel Novarese, ha chiesto di accedere alla messa alla prova nell’ambito di un procedimento per detenzione di materiale pedopornografico.

La richiesta è stata presentata nel corso dell’udienza davanti al giudice, con l’obiettivo di ottenere la sospensione del processo e intraprendere un percorso alternativo previsto dalla normativa vigente.

Secondo quanto emerso, il procedimento riguarda il ritrovamento di file illegali all’interno del computer dell’uomo, circostanza che ha portato all’avvio dell’indagine e successivamente dell’azione penale.

La difesa ha quindi avanzato la richiesta di accesso alla messa alla prova, misura che consente, in presenza di determinati requisiti, di sospendere il processo.

La messa alla prova è un istituto previsto dall’ordinamento italiano che consente all’imputato di svolgere un percorso che può comprendere lavori di pubblica utilità, programmi di recupero, attività socialmente rilevanti.

Se il percorso viene portato a termine positivamente, il reato può essere dichiarato estinto.

Spetterà ora al giudice valutare la richiesta e stabilire se sussistono le condizioni per concedere l’accesso a questa misura alternativa.

Il caso si inserisce in un ambito particolarmente delicato, che negli ultimi anni è oggetto di crescente attenzione da parte delle autorità.

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