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Novara: una scoperta che può cambiare la vita dei malati oncologici

Una nuova scoperta scientifica che arriva dal territorio novarese potrebbe aprire prospettive importanti nella cura dei pazienti oncologici.

Un team di ricerca legato all’Università del Piemonte Orientale ha individuato un meccanismo biologico che contribuisce alla perdita di massa muscolare, una condizione nota come cachessia, spesso associata alle fasi avanzate di diverse patologie tumorali.

Si tratta di una sindrome complessa che colpisce un’alta percentuale di pazienti oncologici e che si manifesta con un progressivo indebolimento del corpo, perdita di peso e riduzione della forza.

Al centro dello studio c’è il ruolo di alcune proteine e dei meccanismi cellulari che regolano il funzionamento dei muscoli. In particolare, i ricercatori hanno osservato come determinati processi possano alterare l’equilibrio energetico delle cellule muscolari, contribuendo al deterioramento della loro funzionalità.

Secondo quanto emerso, queste alterazioni avrebbero un impatto diretto sui mitocondri – le strutture cellulari responsabili della produzione di energia – compromettendo la capacità dei muscoli di mantenere forza e resistenza.

Un aspetto rilevante riguarda anche il possibile ruolo della cosiddetta VDBP (Vitamin D Binding Protein), una proteina che, oltre a trasportare la vitamina D, sembra influenzare direttamente il tessuto muscolare, favorendo fenomeni di atrofia.

La ricerca, condotta in collaborazione con altri centri italiani e internazionali, rappresenta un ulteriore passo avanti nella comprensione di una condizione che, ad oggi, non dispone ancora di terapie risolutive.

L’obiettivo, spiegano i ricercatori, è arrivare in futuro a sviluppare trattamenti in grado di contrastare la perdita muscolare e migliorare la qualità della vita dei pazienti.

Ancora una volta, il lavoro svolto nei laboratori dell’Università del Piemonte Orientale – presente anche a Novara – conferma il ruolo sempre più centrale del territorio nella ricerca scientifica.

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