NOVARA VERSO L’IRCCS, LA SCOMMESSA DI NASTRI PRENDE FORMA: ORA LA PARTITA È A ROMA
La Giunta regionale dà il via libera alla candidatura del Maggiore nell’area Ematologia e Immunologia. Un progetto su cui il senatore Gaetano Nastri ha investito politicamente, lavorando per trasformare l’ambizione di Novara in un percorso concreto. Adesso il dossier passa al Ministero della Salute: in gioco ricerca, cure, professionalità e nuove opportunità per il territorio.

Novara compie uno dei passi più importanti degli ultimi anni sul terreno della sanità e della ricerca. La Giunta regionale del Piemonte ha approvato la delibera sulla candidatura dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Maggiore della Carità di Novara al riconoscimento di IRCCS nell’area Ematologia e Immunologia. Non è ancora il traguardo, perché il percorso proseguirà con le valutazioni del Ministero della Salute, ma è il passaggio che porta ufficialmente la partita fuori dai confini piemontesi e la trasferisce a Roma.
Dietro una delibera, però, ci sono spesso mesi di lavoro che non finiscono nei titoli dei giornali: interlocuzioni, rapporti istituzionali, un progetto da costruire, eccellenze da mettere in rete e soprattutto la capacità politica di prendere un obiettivo ambizioso e trasformarlo, un passaggio alla volta, in una prospettiva concreta.
È qui che entra in gioco Gaetano Nastri, senatore novarese di Fratelli d’Italia e Questore del Senato, che sulla candidatura del Maggiore ha investito politicamente, portando la questione anche sul piano nazionale e lavorando perché Novara potesse giocare questa partita con basi solide. Oggi quella scommessa comincia a prendere forma.

«L’approvazione da parte della Giunta regionale del Piemonte della delibera sulla candidatura dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Maggiore della Carità di Novara a IRCCS nell’area Ematologia e Immunologia è un risultato concreto e un passaggio decisivo per il futuro della sanità novarese. La Regione Piemonte ha dato il proprio via libera al progetto: ora il percorso prosegue a livello nazionale, con le valutazioni del Ministero della Salute», dichiara Nastri.
La differenza tra un annuncio e un progetto politico, del resto, si vede proprio quando arriva il momento degli atti. E il senatore rivendica di aver creduto nell’operazione fin dalle sue prime fasi: «Sono stato tra i primi a credere in questo obiettivo e abbiamo lavorato affinché la candidatura di Novara si fondasse su atti concreti e basi solide. Un IRCCS non nasce dagli annunci, ma dalla capacità di trasformare una visione in un progetto credibile. Il riconoscimento della Struttura di Immunologia del Maggiore come Centro di Alta Specializzazione di riferimento regionale ha rappresentato un primo segnale. La delibera approvata oggi conferma che la strada intrapresa è quella giusta».
Il punto, infatti, non è conquistare semplicemente una nuova sigla da aggiungere al nome dell’ospedale. Il riconoscimento come Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico cambierebbe il peso del Maggiore nel sistema della ricerca sanitaria italiana e potrebbe rafforzare ulteriormente il rapporto tra ospedale e Università del Piemonte Orientale.
Lo spiega lo stesso Nastri: «Essere Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico significa entrare in una rete sanitaria di eccellenza nazionale, rafforzare la ricerca clinica e scientifica, consolidare il rapporto con l’Università del Piemonte Orientale e attrarre medici, ricercatori e professionalità di alto livello. Significa soprattutto trasformare più rapidamente i risultati della ricerca in cure e assistenza migliori per i pazienti».
Ed è probabilmente questo il punto più importante per capire che cosa c’è realmente in gioco. Non soltanto un riconoscimento istituzionale, ma la possibilità di fare di Novara un polo ancora più attrattivo per ricerca, professionisti, investimenti e competenze, con ricadute che andrebbero ben oltre i confini dell’ospedale.
«Un IRCCS non è una medaglia da appuntare sul petto, ma il riconoscimento del lavoro di migliaia di medici, infermieri, tecnici, ricercatori e operatori che ogni giorno sono accanto ai nostri malati e lavorano nei laboratori per far crescere l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Novara. L’impegno, la competenza e la dedizione premiano sempre: il risultato raggiunto oggi appartiene prima di tutto a loro».
C’è poi un’altra conseguenza che riguarda direttamente il futuro della città. Un polo sanitario e scientifico più forte significa anche capacità di attirare professionalità e creare opportunità per i giovani che oggi troppo spesso devono cercare altrove percorsi di specializzazione e carriera.
«Questa è la politica che vogliamo portare avanti: una politica capace di ascoltare il territorio, sostenere le sue eccellenze e costruire opportunità concrete. L’IRCCS significa nuovi posti di lavoro qualificati, maggiori possibilità per i giovani di formarsi e restare a Novara e cure sempre più avanzate per le nostre comunità. È un investimento sul diritto alla salute e sul futuro del nostro territorio».
Nastri riconosce quindi il lavoro istituzionale svolto insieme agli altri protagonisti del percorso: «Ringrazio il presidente Alberto Cirio, l’assessore Federico Riboldi e tutta la Giunta regionale, insieme alla direzione del Maggiore, all’Università del Piemonte Orientale e a tutti i professionisti che hanno contribuito al progetto».
Adesso cambia il terreno di gioco. Superato il passaggio piemontese, il dossier arriva al livello nazionale. Ed è proprio qui che il ruolo politico e istituzionale del senatore novarese a Roma entrerà nella nuova fase del percorso.
«Ora porteremo questa battaglia a Roma con la stessa determinazione, affinché Novara ottenga il riconoscimento che merita. L’IRCCS è il regalo più bello che possiamo fare alle future generazioni. Oggi abbiamo compiuto un passo decisivo: andiamo avanti», conclude Nastri.
La partita, dunque, non è chiusa. Anzi, comincia adesso la fase probabilmente più delicata. Ma quella che fino a poco tempo fa poteva apparire come una scommessa oggi ha alle spalle il via libera formale della Regione Piemonte e davanti a sé il passaggio nazionale.
La scommessa di Nastri ha preso forma. Ora la partita dell’IRCCS si gioca a Roma ed il senatore novarese non solo vuole giovarsela, ma scende in campo per vincerla.
